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Articoli

I nostri suggerimenti per la migliore messa
a punto della tua sala d'ascolto

Indice


NEW Avalon Saga European Premiere

NEW Valvole 300B

NEW L'importanza della registrazione

NEW L'esistenza dell'immagine sonora

NEW Il rodaggio corretto delle valvole

Saga review Audio Gallery

I risonatori - La magia dell'acustica

Avalon Saga

Avalon Saga

Recensione Volcano

Recensione DaaD

Prova Polifemo e Relazione tecnica dello Studio di Ingegneria ed Acustica Ambientale Ing. Marzorati

Regolazioni e posizionamento Polifemo

Trappes acoustic (Articolo su i DaaD)

Mixing Monitor, Dio perdona. Loro no!

Audio Quality Test: un metodo a misura di audiofilo

I suoni possibili: considerazioni per scegliere i componenti del sistema di riproduzione

Spiegazioni complete per l'esecuzione del Audio Quality Test per corrispondenza

Prova cavo di alimentazione De Antoni Aluminium

Il trattamento acustico con diffusori omnidirezionali

Avalon Isis di Daniele Bonaduce

Avalon NP1 Evolution Series - Le piccoline di Neil Patel

Avalon NP2 Evolution Series - Il mito a buon mercato

Mixing Monitor II - Gli Alieni Reloaded

Avalon: Diffusori Indra

Anteprime d'Ascolto - Cavi De Antoni in Alluminio

Percorsi e progetti audiofili: Daniele Bonaduce descrive il suono della sua sala d'ascolto, dopo l'arrivo dei DAAD

I diffusori professionali (ma non solo!) Avalon Mixing Monitor

Suono Aspro

Avalon Eidolon Impressioni d'ascolto: Daniele Bonaduce recensisce le Avalon Eidolon

Il '+1', a cosa serve un subwoofer?

Avalon Opus, Avalon Ceramique: due cuori, una capanna

Avalon Story

Metodologie di correzione e dispositivi di trattamento acustico

DaaD la storia vera

Cosa fare e cosa non fare per avere una buona sala d'ascolto

Stereofonia e gusti d'ascolto

La Focalizzazione

La dinamica

L'articolazione

Il bilanciamento tonale

Immagine sonora


La 300b è un valvola termoionica di potenza, un triodo creato dall’azienda americana  Western Electric (WE) intorno al 1930...


La rivista che hai fra le mani, questa che stai sfogliando ora, è indirizzata soprattutto agli amanti del buon suono, a persone con membrane timpaniche particolarmente sensibili e con circonvoluzioni celebrali, soprattutto le temporali, intrise di romanticismo, insomma per individui che desiderano … ascoltare bene..


Il suono riprodotto, dalla sua nascita, fino agli anni ’60 del secolo scorso, ovvero per molte decadi, fu monofonico.  Un suono fatto per essere sentito dal solo diffusore presente in un apparecchio radiofonico, televisivo o su un giradischi dell’epoca. Sono monofoniche le registrazioni che hanno testimoniato la nascita del blues e del jazz, le esecuzioni sinfoniche di Toscanini, i grandi cantanti lirici della prima metà del novecento, ecc. ecc.


In questo articolo  parlerò del rodaggio dei tubi termoionici, della modalità per effettuarlo e dei suoi effetti,  e delle 300 b della factory cinese Psvane riallacciandomi all’articolo sulle 300b pubblicato su AG  n. 10, rendendo così, credo, pressoché completa l’informazione sulle 300 b di alto livello oggi disponibili...






La mente che ha escogitato tutti i vari strumenti di correzione ambientale di cui Acustica Applicata è leader di mercato è quella di Italo Adami, uno dei padri dell’alta fedeltà italiana e una delle penne che più hanno dato lustro in passato alla rivista che state proprio ora leggendo...



A seguito dello sviluppo da parte del Committente di un apparato chiamato "Polifemo" atto ad intervenire sull'acustica degli ambienti di ascolto, ci è stato commissionato il rilievo sperimentale delle sue caratteristiche in opera. L'apparato, nuovo nel settore, consiste in un risonatore a frequenza variabile nel campo delle basse frequenze 20/60 Hz ove gli altri dispositivi acustici presenti sul mercato hanno scarsa o nulla efficacia....


Cosa è Polifemo: Polifemo è un risonatore acustico passivo, sfrutta il noto pricipio fisico di Helmoltz, ma con alcuni aspetti esclusivi ed innovativi...



Vorrei iniziare queste mie considerazioni accennando alle annose diatribe tra i fautori dei diffusori bookshelf, midi, mini o micro che siano e tutti gli altri, quelli del "più grosso è, meglio è". Salomonicamente posso affermare che la mia esperienza in anni d\'ascolto di tutte le categorie ed in svariati ambienti mi suggerisce che la soluzione perfetta non è ancora in vista. Prima di tutto vengono le preferenze personali, poi seguono i problemi di acustica che ogni ambiente porta con sè ed infine le metodologie di ascolto, soprattutto in funzione della pressione sonora consentita da familiari e vicini di casa.


In un angolo non necessariamente recondito di quasi ogni audiofilo c'è il desiderio di sapere quanto è 'Hi' il suono del suo impianto HiFi. Proviamo a  dargli una mano dapprima invitandolo a rispondere ad alcune domande che lo riguardano.


Da quali considerazioni  si parte usualmente per  scegliere i componenti del sistema di riproduzione sonora da mettere in casa propria?  La più frequentemente adottata è quella circa il budget. Appare ovvio, prima di tutto, ragionare su cosa permettono le risorse disponibili. Sfortunatamente consideriamo come tali solo i denari che possiamo spendere e non le possibilità-limiti  offerti dall'ambiente dove andremo a collocare il sistema.



http://www.hi-figuide.com/pdf/2008/16/index.html

Vorrei partire da un fatto, forse ovvio, ma che, per chiarezza, vorrei porre in evidenza fin da subito. Il suono naturale, per comodità, potrebbe essere definito come monofonico omnidirezionale. Questa definizione non vale ovviamente per un sistema di riproduzione stereofonico che può essere definito solamente come stereofonico anche in presenza di diffusori omnidirezionali.


Qualcuno ha scritto che le cose belle non possono che apparire come illusioni, sogni irrealizzabili, speranze destinate inevitabilmente ad infrangersi o a ridimensionarsi di fronte alla cruda realtà dei fatti. Esistono però esperienze soggettive talmente fuori dell'ordinario da superare anche la più rosea fantasia e immaginazione, esperienze legate ad oggetti capaci di suscitare emozioni mai sperimentate prima, di cui è molto difficile descrivere la Bellezza.



Una delle prime operazioni commerciali compiute da Acustica Applicata, nuovo distributore delle Avalon in Italia, è stata quella di importare nel nostro Paese le più piccole Avalon da pavimento: le NP 2. L'obiettivo del distributore è quello di fornire agli appassionati italiani la possibilità di godere del suono Avalon all'invitante costo di 2.970,00 euro la coppia. Ma il suono di queste entry level ha la stessa impostazione, con i dovuti distinguo, di quello degli altri diffusori della famiglia Avalon? Andiamolo a scoprire.


Quattromilatrecentoquaranta parole. Tante ne avevo usate tre anni fa - secondo il computer - per descrivere le doti di quegli straordinari diffusori, le Avalon Mixing Monitor appunto, di cui mi ero occupato allora. Sono andato spesso a rileggere quel mio pezzo che avevo intitolato proprio così, Gli Alieni. Sappi, Lettore, che queste parole ne costituiscono sostanzialmente la continuazione, e ancora che il precedente articolo rappresenta dunque la necessaria premessa al nostro discorso odierno.


Sembra che vada troppo bene per essere vero, per cui probabilmente è così, diceva un corridore all'ultimo Tour de France, alcuni giorni dopo l'ennesima drammatica guarigione, giorni prima che il test antidoping dimostrasse (cosa niente affatto scontata) che egli avesse ragione. Un tale cinismo è ben adatto agli sport moderni: con parecchie centinaia di atleti professionalmente allenati e dalle prestazioni livellate, l'emergere improvviso di un ciclista o un corridore dalla massa è sempre più comune e sempre meno naturale. Non deve quindi sorprendere se diffidiamo di simili improvvisi incrementi di prestazioni in altri campi di attività, anche se la logica che li governa è completamente differente.


Un'anteprima di ascolto relativa a dei cavi molto interessanti; gli ennesimi, oserei dire, se non fosse che i De Antoni possiedono qualcosa di veramente particolare; oltre al costo, ahimé.


La ragione iniziale che mi ha indotto a scrivere una pagina dedicata ai Daad, dispositivi acustici quanto mai controversi per ragioni di varia natura, ma principalmente di tipo estetico-funzionale, economico, culturale, etc., recentemente introdotti nel mio sistema con esiti entusiasmanti (che non esito a definire di "svolta" e si sa che le svolte obbligano sempre a fare un bilancio delle proprie esperienze...), era quella di prendere lo spunto dal trattamento acustico ambientale per descrivere, una volta tanto, quello che sta dietro le recensioni degli apparecchi e dei sistemi presentati in questo sito, vale a dire il mio sistema-ambiente e i cambiamenti ad esso apportati nel corso di un lunghissimo periodo di tempo, iniziato 25 anni fa.


Terminata la lettura del libro pubblicato dalla Demidoff "Ambiente di ascolto - Teoria e pratica", ho ritenuto d'obbligo una telefonata ad Italo Adami per complimentarmi per la qualità del testo e comunicargli le mie impressioni.


L'hi-fi è un mondo affascinante, ma difficile. E' un luogo ad alta complessità dove convergono numerosi fattori di incertezza. Molti componenti da interfacciare, la connessione fra sistema e contesto, la relazione fra sistema, contesto cultura e sensibilità  di colui che desidera ascoltare musica riprodotta. Variabili su variabili difficili da controllare e governare.


Nell'accingermi a scrivere una qualsiasi recensione di un oggetto hi-end, attività che svolgo unicamente per diletto, mio e di alcuni amici con cui condivido questa passione, mi pongo sempre diverse domande e dubbi riguardanti l'effettiva utilità di una sua pubblicazione in Rete, cioè in uno spazio pubblico, variamente frequentato, che già pullula di recensioni, racconti, testimonianze, interventi, discussioni di ogni tipo, riguardanti l'alta fedeltà e i suoi mitizzati protagonisti.


I sistemi audio multicanale dedicati alla visione cinematografica domestica,  possono vedere l'impiego di 4 vie (due anteriori e due posteriori), 5 vie (come prima più un canale centrale), 7 vie (come prima con l'aggiunta di due canali laterali). Per l'ascolto di musica registrata  in multicanale, ad esempio su SACD, è obbligatorio l'impiego di cinque canali da disporre secondo una precisa geometria. Il classico ascolto in stereofonia si fonda sull'utilizzazione di due canali. In ognuna di queste soluzioni può essere aggiunta una via ulteriore specializzata nella riproduzione delle frequenze più basse: il subwoofer.


Avverto sopraggiungere il senso di colpa. Motivo: sto per scrivere un altro panegirico su prodotti troppo costosi. Solite auto-domande: a che serve? a chi giova? Dico a me stesso: è pregiatissimo Italo (mi tratto con grande attenzione perchè sono molto suscettibile) sai bene  che  stai per ragionare di oggetti riservati a pochi, ma per parlare di concetti destinati a molti.


Verso la metà degli anni '80 i diffusori si dividevano più o meno in due categorie: gli elettrostatici, con la loro ampia forma rettangolare, a volte semicircolare, determinata da pannelli attivi larghi e schiacciati; i dinamici, con i loro tweeters, midranges e woofers a cono avvitati a spartani  parallelepipedi di legno (forse per questo che li chiamarono 'casse') con un buco o senza.


In questo intervento ci occuperemo del trattamento acustico dei piccoli ambienti domestici, delle loro tipologie, della loro evoluzione nella storia...


Nel marzo del 2001, Fabio Liberatore, mio amico e socio, ed io eravamo a Hong Kong per promuovere i DaaD. Da qualche tempo, come conseguenza del loro fortunato impiego in alcune sale al CES di Las Vegas, ne era iniziato un piccolo flusso dall'Italia verso l'ex colonia inglese.


Come deve essere una sala d'ascolto o una sala audio-video? E' migliore quella rettangolare o quella irregolare? E' vero che la stanza a pianta quadrata è la peggiore? E quali sono le dimensioni più indicate per avere un suono senza problemi? E' preferibile ...


La stereofonia è un imbroglio. E' un utile inganno come lo è il cinema. E' nota a tutti la capacità del cervello umano di integrare gli stimoli in arrivo al di sotto di un determinato lasso di tempo : immagini proiettate una dietro l'altra ad una determinata frequenza danno l'illusione del movimento.


Trovo che  'focalizzazione' sia  una parola antipatica che suona sgraziata e stridente, troppo lunga e eccessivamente caricata dal peso di molte 'zeta'. Tuttavia descrive una caratteristica molto importante del suono stereofonico: la capacità di una registrazione o di un sistema hi-fi di ricostruire immagini stereofoniche ben ancorate nello spazio, precise, salde, di dimensioni realistiche, con contorni ben definiti e circondate di aria.


La differenza più evidente fra il suono vero e quello riprodotto è che quest'ultimo è più compresso. La dinamica è la differenza di intensità che esiste fra il suono udibilmente meno forte e quello di intensità maggiore.


Definirla con una sola parola è molto facile: articolazione è informazione. A mio parere è il parametro sonoro 'temporale' maggiormente significativo in fase di riproduzione


Per capire quant'è infido il tentativo di definire il bilanciamento tonale basterebbe prendere in mano due copie di una stessa fotografia, la prima con una lieve dominante rossa, la seconda con una dominante verdognola.  Se si osservassero le due foto separatamente non individueremo alcuna devianza.


L'immagine sonora è l'essenza della stereofonia ed è la ragione per la quale fu inventata. Prima di essa c'era il suono monofonico, un suono fatto per un solo diffusore. Cosa mancava a questo suono? La dinamica? Alcune vecchie registrazioni di alta qualità ci permettono di rispondere a questa domanda in modo netto: no, ad una buona registrazione monofonica la dinamica non faceva difetto.