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Avalon Isis di Daniele Bonaduce

Qualcuno ha scritto che le cose belle non possono che apparire come illusioni, sogni irrealizzabili, speranze destinate inevitabilmente ad infrangersi o a ridimensionarsi di fronte alla cruda realtà dei fatti. Esistono però esperienze soggettive talmente fuori dell'ordinario da superare anche la più rosea fantasia e immaginazione, esperienze legate ad oggetti capaci di suscitare emozioni mai sperimentate prima, di cui è molto difficile descrivere la Bellezza. In questi casi l'illusione, semmai, è quella di poterla condividere con chi non l'ha vissuta in prima persona attraverso una descrizione delle caratteristiche dell'oggetto. La scelta di non recensire le Isis secondo la prassi consueta, ma di provare a raccontarle sotto una diversa angolazione in uno spazio privato ma aperto all'esterno (da alcuni definito, dispregiativamente, blog) riflette proprio questa consapevolezza e limite. Le Isis sono uno di questi casi rari, una "vetta assoluta" purtroppo irraggiungibile e illusoria per molti, un'isola sconosciuta (nella mitologia celtica Avalon è l'isola regno delle fate, mentre in quella egizia Isis o Iside era la divinità associata la magia e all'ultraterreno) lungamente cercata dal sottoscritto, divenuta finalmente reale il 5 marzo 2008. Esse rappresentano anche e soprattutto una vetta raggiunta in cordata con altre persone a cui va la mia sincera gratitudine.

 

Prime impressioni:

5 marzo 2008, ore 18. In una piovosa giornata di fine inverno, le mie nuove Avalon Isis sono finalmente arrivate, dopo 66 giorni di attesa e un viaggio interminabile a Gallicano, dove sono andato personalmente a prenderle e dove, soprattutto, sono stato fortunato ospite nel paradiso audiofilo personale di Italo Adami. Dopo un forzuto lavoro di sballamento, sollevamento, trasporto per due piani (in quattro persone) e posizionamento, finalmente solo, è arrivato il momento, lungamente sognato, del primo ascolto. 

Metto sulla Dea Kalista l'immancabile chitarrina classica dell'altrettanto immancabile Piazzolla: uuhhmmm, na' delusione pazzesca! Ste' casse abbisognano di un LUNGO rodaggio.... per come suonano adesso direi ARIDATEMI I SORDI, ma è risaputo che le Avalon etc. etc.. (per la gioia dei recensori e dei possessori). Va be', allora mi rassegno ad ascoltare For those I never knew di Luca Flores a volume vergognosamente basso e intanto mi autogratifico passando una mano di cera "non siliconica" fornita in dotazione sulle bellissime venature Cherry delle mie nuovissime Isis.. na puzza terribile di piedi! Dopo una simile zaffetica sinestesia desisto dal proposito di togliere le griglie dei tweeter. Per stasera di soddisfazioni ne ho avute abbastanza. 

Sei ore dopo, in piena notte, ultimata abbondantemente la fase del "QUIETLY level", cambio disco e alzo il volume a livello "SOFT". Mi godo 20 minuti di bellissime emozioni, prendo il primo caffè della giornata, ma fuori piove peggio di prima, fa un freddo cane e io sono troppo rintronato per proseguire. Rivado a (far finta di) dormire…

Ventiquattro ore dopo: da alcuni minuti ho iniziato ad ascoltare a livello "MODERATE" e le cose sono decisamente migliorate. Non ho ancora utilizzato brani di musica elettronica e di grande contenuto dinamico, per cui non so dire nulla dei bassi, della dinamica, etc. Il sounstage però già c'è ed'è notevole (te credo) nel senso che le casse spariscono del tutto dalla stanza. Con il repertorio musicale utilizzato in questa fase iniziale, basato quasi esclusivamente su piccoli gruppi acustici e voci (gamma media), il suono è dolce, fluido ed elegante ma un po' "acquoso", cioè poco aperto, poco incisivo, poco vivido e contrastato. Ogni tanto compare uno "squarcio tra le nubi" e allora si intravedono di sfuggita paesaggi nascosti che persino le Eidolon non avevano mai esplorato, vale a dire le potenzialità ancora inespresse delle Isis, però, per adesso, si comportano come una primadonna un po' svogliata, dai modi garbati, compassati e caccolosi, a cui manca ancora "il tocco" di magia, il chiaro-scuro di luce, la vena di "follia" e di bastardaggine... Comunque sia, una volta arrivate a 100 ore, inizierò a spremerle ad alto volume così magari si svegliano un po'....

Il supplizio del rodaggio (estratto e sintesi dalle annotazioni giornaliere):

La situazione muta di giorno in giorno, vorrei dire di ora in ora, ribaltandosi in continuazione e devo ammettere di non aver mai sentito prima un diffusore così schizofrenico e sensibile al rodaggio! Per i primi tre giorni è stato un supplizio (dovevano chiamarle Avalon Tantalus!), bassi gonfi e sbrodolati, alti duri, suono spento, confuso e privo di articolazione...un disastro!

All'inizio non sembravano nemmeno lontane parenti delle Isis che avevo sentito a dicembre e poi in casa Adami, per giunta, a peggiorare la situazione, ci si è messo lo Spectral 90 che, in coppia con il Cello passivo, assolve bene la sua funzione di rodare le Isis consumando un decimo di corrente rispetto alla coppia Angstrom/VTL, ma per il resto gli fa il solletico alle Isis... Musicalmente tra Spectral e VTL S-400 non c'è una grande differenza ma una differenza ABISSALE in termini di dinamica, immagine, velocità, estensione, controllo del basso, ricchezza di armoniche... In conclusione, ho adottato il seguente metodo: lo Spectral di notte con un burn in CD disc con rumore bianco/rosa della Docet (che mi sembra molto efficace), alternato di giorno con il VTL-S400 per la Musica. 

Dopo le prime 110 ore la prima svolta! Dopo una mattinata intera di vibromassaggio con brani degni di uno scaricatore di porto (mai sentito i bassi di Mission to Mercury?) il suono è cambiato da così a così, si è aperto, si è sciolto, finalmente ho iniziato ad ascoltare la Musica. Nei prossimi giorni continuerò la "cura".. 

Nel frattempo vi racconto un esempio di come siano schizzinose e sensibili queste primedonne. Un giorno apro per la prima volta il manuale delle Isis e scopro che questi diffusori hanno un verso !!!

In pratica il diffusore con il numero seriale pari va messo a sinistra, quello dispari a destra per ottimizzare, così dice il manuale (* vedi nota a fondo pagina), la risposta dei bassi in relazione alle misure dell'ambiente.  Indovinate come li avevo messi io? Of course, nella posizione sbagliata (maledetto Murphy)! 

Consulto telefonicamente Italo Adami che prontamente mi sconsiglia di fare l'inversione in questa fase del rodaggio. Capoccione come sono, appena messo giù il telefono, chiamo Fabio e mi faccio aiutare a spostare tutto, approfittando dell'occasione per ricontrollare tutte le misure (ormai è assodato che il sottoscritto è pesantemente astigmatico e vede le simmetrie in modo tutto suo..). Bene, con quali risultati? Siccome non nego la possibilità di una componente suggestiva derivante dalla lettura del manuale, evito gli assoluti categorici e mi tengo sul prudente, ciò nonostante il cambiamento mi sembra degno di nota. Il problema è che non è solo in positivo: la gamma bassa diventa sicuramente meno invadente, la scena si allarga (ma tanto!) e suono acquista in articolazione e pulizia. Specularmente, la gamma alta diventa più brillante e fastidiosa al punto da farmi ripensare l'orientamento dei Daad... Come ciò possa esser accaduto semplicemnete invertendo i canali è problema da diventare matti!

Nei giorni seguenti avviene esattamente ciò che mi aveva preannunciato Italo Adami: "Non farti illusioni! Ripeggioreranno !! Soprattutto i bassi !!! Il rodaggio ha un andamento sussultorio ondulatorio, non rettilineo, direttamente proporzionale con la qualità e la quantità dei moccoli che si tirano in itinere. Che credi !?! Per ora hai solo rodato la meccanica dei drivers, non il crossover" . (NdR: come è noto a chi segue le cose avaloniche, il vero "motore" delle Isis, senza voler minimanente sottovalutare l'importanza del cabinet e della tecnologia impiegata nei driver, è il crossover).

Ricapitolando: ho aspettato due mesi per poterle provare a casa mia, poi altri due mesi per averle (e a giudicare dai tempi medi di consegna delle Avalon, sono pure stato fortunato!), beninteso anticipando una somma a diciannove zeri solo per poter dire "un dì forse, se mi comporterò bene..", me le sono andate a prendere di persona in Toscana per evitare un'altra inutile settimana di attesa (viaggio allucinante per via delle condizioni climatiche, basti dire che nevicava..), per giunta le sto facendo suonare ininterrottamente da un sacco di ore e ancora non ci siamo.. ancora siamo lontani... ancora aspetto di capire il senso finale di questa attesa infinita e di questo interminabile percorso ad ostacoli, anche perchè, nel frattempo, le emozioni provate a dicembre sono sempre più lontane e sbiadite nella mia memoria.. Come si chiama tutto questo? Pazienza? Spirito di adattamento? O coglioneria? Propenderei per la terza ipotesi ma mi viene in mente un termine migliore: si chiama PASSIONE!

 

Fenomenologia di una paranoia audiofila 

Sono passati nove giorni e circa 200 ore di rodaggio ma la "magia" non c'è ancora, nè si vede all'orizzonte (ho scrutato pure con il mio Schmidt-Cassegrain da 10 pollici, ma niente!). Tanto per fare qualcosa provo a forzare gli eventi cambiando il cavo di potenza White & Gold con un MIT Oracle V2.1. Peggio che andar di notte! Rispetto al primo il MIT è trasparente come due cataratte. Disperato e depresso, divento facile preda delle peggiori ansie e paranoie che mente audiofila possa concepire. Pian piano inizia farsi strada l'idea fissa (nota per i non addetti ai lavori: l'ossessività ha molti punti in comune con le psicosi..) che le mie Isis non siano come quelle ascoltate a dicembre! Controllo minuziosamente le foto scattate a suo tempo e infatti come primo indizio vedo che il feltro è diverso! Occacchio! E anche la forma del mobile è diversa, ma soprattutto mi assilla il dubbio feroce che sia diverso il crossover! Come fare per stabilirlo? Non c'è una soluzione a questo dilemma. Seguono nottate insonni o, peggio, in balia degli incubi: Neil Patel che regala il suo prezioso crossover personale all'Adami (il quale ricambia con una vagonata di daad o di toscani?).. iniziano le crisi di pavor nocturnus e le cenestopatie genito-urinarie. Le Isis in commercio saranno diverse dal primo prototipo? Avrò preso una fregatura? Mi torna in mente l'episodio (autentico) dello Spectral 20 demo primissima serie che suonava molto meglio di quello che mi arrivò poi (te credo, montava un potenziometro completamente diverso... che geni alla Spectral!). Che fare? Il Prof. Adami, esperto di Analisi Trans Telematica, dialoga con me attraverso la Rete condividendo empaticamente le mie emozioni. Mi consiglia di aspettare la fine del rodaggio. Ma che vor dì ? Assolutamente nulla. E' un principio da monaco tibetano che tradotto in linguaggio psicologico significa solo "non ci pensare e fai finta di niente". Come secondo presidio terapeutico mi prescrive la somministrazione coattiva di un Trattamento Subsonico Oscillante (T.S.O.) di almeno 30.000 ore. Incomincia l'elaborazione secondaria del tema ossessivo (delirante). Penso: "Se glielo chiedo apertamente ci sono due alternative: la prima è che neghi questa diversità (il che significherebbe quasi automaticamente che è la verità!) oppure mi dirà di sì, che in effetti non lo voleva dire per modestia, ma le sue Isis sono diverse, sono una "versione particolare" (e allora vorrà dire con certezza che è una cazzata)". Ma se invece fosse vero? Che cosa s'inventa la mente umana in questi frangenti ('uomo della strada non sa che fare ma uno psichiatra ha l'imbarazzo della scelta)? Visto che non mi rassegno ad aspettare una soluzione che non si vede all'orizzonte, ho varie possibilità: il diniego, la razionalizzazione, la formazione reattiva, l'annullamento retroattivo.. Aivoglia! Ad esempio, organizzo un bel meeting di amici cuffiofili pronti a sbrodolare entusiasmo di fronte a tanta magnificenza sonica, risolvendo in un'unico passaggio gli step dallo stato depressivo a quello euforico-maniforme, oppure butto dalla finestra tutti i Daad e ripristino i bei pannelli portauova dei bei tempi andati, oppure convinco me stesso che, ripensandoci bene, queste Isis suonano MOOOLTO meglio del prototipo!!! Oh caspita, ma è così.. si si si, in effetti non lo avevo capito subito, ma è così... è vero, è vero, urrà!!!

 

La prima svolta 

Ore 18 del 14 marzo 2008 (210 ore di rodaggio): sto' ascoltando il cd Minor Elegance di Joe Diorio & Robben Ford, prima traccia. Ad un certo punto, sento un "suono strano" (una specie di "glish" e se non ci credete compratevi le Isis!) e abbastanza agghiacciante.. in verità sono preso dalla lettura per cui avverto solo una proto-sensazione sgradevole che impiego qualche secondo per riconoscere. Sembra di una specie di rallentamento, come da mancato agganciamento del segnale digitale tra meccanica e processore... istintivamente allungo la mano e cambio traccia.... improvvisamente è come se avessi aperto una finestra temporale su un nuovo universo diffusori-ambiente-daad!!! Il suono adesso si avvicina sensibilmente al suono delle Isis che ricordavo. Che diavolo è successo? Non ne ho la più pallida idea. Qualcosa nel crossover deve aver fatto "clic" (versione elettro-meccanica) oppure "Mi hai fracassato le palle con sto' rodaggio" (versione animista) oppure "Sei finalmente giunto in cima al Gran Capucin" (versione mistico-eroica).

Segue una notte (l'ennesima) in bianco in cui inoltro decine di importantissime email ai quattro angoli della Terra. Nessuno mi risponde. E' triste, crudele e solitario il destino di un audiofilo- scalatore! Forse una persona che potrebbe capirmi in questo momento ci sarebbe, ma è volata via anzitempo... 

Quello che emergerà nei giorni e nelle settimane successive è che le Isis sono pazzescamente sensibili a tutto: al posizionamento (differenze nell'ordine dei 10 cm fanno una differenza dal giorno alla notte), alla disposizione-orientamento dei Daad (quasi obbligatori con le Isis), ai cavi di potenza, alle valvole usate nel convertitore e nel pre, alle regolazioni del giradischi, ai cavi di alimentazione, etc. etc. Guardando il lato positivo della cosa, sempre che uno non abbia scambiato questa passione per una lavoro tedioso, questo significa che le Isis sono "diffusori infiniti" perchè non smettono mai di migliorare e/o perchè non si riesce mai a trovarne la "fine".. In conclusione, la questione del rodaggio di 300 ore va intesa come una previsione assolutamente realistica. 

 

In cima alla vetta 

Ore 14 del 17 marzo 2008. Il cd New Purist Enhancer ha finito di "suonare" due cicli (148 minuti) di tortura. Non so se abbia fatto lui il miracolo, ma certamente insieme al rodaggio dei giorni/notte scorse ha dato una bella "ripulita" alle Isis. Non credo alle mie orecchie.. eppure non ci sono dubbi, finalmente (dopo 275 ore) riconosco il suono delle Isis: la gamma bassa adesso pulsa, rimbalza, rimane tesa ed scattante come un elastico.. una meraviglia! Magicamente è cambiato tutto. Tralascio moccoli e moccoletti vari... 

Ma come suonano le Isis? Il problema più grande da risolvere prima di provare a descrivere il "non- suono" delle Isis, è quello di rispondere alla seguente domanda: lo descrivo come il sistema più spettacolare o come quello più naturale mai sentito? Il problema nasce dal fatto che in genere queste caratteristiche vengono considerate antitetiche ma, in questo caso, non è proprio così vero. Provo a spiegarmi meglio: La caratteristica più eclatante delle Isis è quella di sparire completamente dal contesto riproduttivo. Spariscono fisicamente, timbricamente e dinamicamente. Ebbene, questa "invisibilità" è da considerare un cosa naturale o un'impronta altamente spettacolare? Non mi pare sia solo una mera questione semantica, visto che investe l'idea che noi abbiamo della realtà. Della musica dal vivo apprezziamo di più la naturalezza o la spettacolarità? 

Prendiamo la dinamica. Ascoltando una sinfonia o un concerto o una sonata per pianoforte dal vivo ci si rende immediatamente conto che il "piano-pianissimo" è ben diverso da quello degli ascolti a basso volume notturni (in cui si sente poco o niente, a parte la gamma medio-alta) ma è un "tempo musicale lento" durante il quale, in una sala da concerto, si percepiscono distintamente, anche a grande distanza dagli esecutori, tutti i dettagli timbrici e spaziali e tutte le sfumature dinamiche e armoniche degli strumenti acustici. Le Isis hanno un range dinamico talmente esteso da rendere possibile l'ascolto dei tempi musicali lenti a volume realistico (non basso!) senza andare in crisi al primo fortissimo. Ciò non è privo di conseguenze a livello di bilanciamento timbrico. Prendiamo un solo esempio: la Fantasia in Do maggiore Op. 17 di Schumann eseguita da Pletnev (SACD DG), disco che ho ascoltato un'infinità di volte con le Eidolon e che credevo di conoscere bene. Nel primo movimento, costituito appunto da un'alternanza di momenti sognanti e rarefatti eseguiti in pianissimo e di impetuosi sbalzi dinamici, le Isis rendono possibile ascoltare ogni più piccola sfumatura timbrico-armonica di tutti gli 88 tasti del pianoforte con una coerenza tra le gamme che ha dell'incredibile. Per la prima volta, mi rendo conto di quanto siano falsi i pianoforti riprodotti con la tipica enfatizzazione del registro acuto da molti sistemi hifi, enfatizzazione che spesso viene associata nell'immaginario audiofilo con la "trasparenza" e ricondotta all'azione percussiva dei martelletti, variamente infeltrati, sulle corde metalliche del pianoforte. Secondo questa fantasiosa idea della mente audiofila (per chi non lo sapesse, gli 88 tasti della tastiera azionano TRE corde per ogni nota, tranne le note più basse e quando viene azionato il pedale "una corda") le note acute del pianoforte devono suonare con un tono duro e metallico! Viceversa con le Isis sento varietà di accenti, riflessi e decadimenti armonici che rendono il pianoforte reale ma anche di una delicatezza ed una raffinatezza impossibili da spiegare, che deve essere ascoltata. 

E veniamo all'immagine. La capacità di digerire centinaia di watt senza battere ciglio rende le Isis particolarmente emozionanti con i generi moderni più esplosivi, ma allo stesso tempo spiega anche perchè le Isis riproducono la musica acustica registrata in un ambiente naturale meglio di qualsiasi minidiffusore di altissimo rango. Per via della velocità del basso? Per via dell'estensione? Per via della coerenza tra le varie gamme? Anche per questo, ma soprattutto, a mio avviso, perchè le Isis "spariscono fisicamente ", vale a dire danno una interpretazione della trasparenza che non è descrivibile con i soliti termini di finestre aperte, cristalli zeiss, aria di montagna etc. etc.... Ma quale finestra? Qui non c'è più la stanza! I suoni provengono da 4-5 metri oltre i muri laterali, di fianco alla poltrona, da parecchi metri dietro i diffusori e anche lo spazio tra il punto di ascolto e i diffusori pare ampliato a dismisura... Con certi dischi si ha una dispersione nello spazio d'ascolto degli effetti di sintesi e dell'energia sonora che lascia a bocca aperta...

L'emozione più grande però me la da un vecchio disco che ascoltavo fino allo sfinimento a 16-17 anni (epoca il cui strimpellavo il flauto traverso) e cioè Focus III, precisamente il bastardissimo Anonimus Two, disco che ho sempre considerato un cesso di registrazione, ma che risentendolo oggi con le Isis mi fa pensare che il "progressive" è stato il periodo musicale più alto della storia dopo il barocco. Da sentire e risentire lo slap del basso elettrico... 


Difetti: 

Le Isis non hanno difetti, al massimo possono non piacere a chi ha gusti e idee diverse da quelle di Neil Patel in tema di riproduzione musicale. Però un difetto devo trovarglielo per forza se no il lettore smaliziato si insospettisce e fa cattivi pensieri.. allora diciamo che, secondo me, il difetto principale è che danno il meglio di sè sopra i 200 Km/h vale a dire ad andature vietate per legge nella totalità dei condomini (provate a sentire Time dei Pink Floyd con le Isis pilotate dall'S-400 e poi vediamo se non vi arrestano!). Questo, unitamente al prezzo di acquisto e alla necessità di avere una stanza acusticamente trattata di adeguate dimensioni e un impianto curato in ogni minimo particolare, significa che le Avalon Isis non sono esattamente dei diffusori per tutte le situazioni. Per la serie: ve la siete cercata...

 

 

Note:

(*) Dal manuale delle Isis: " Built as an identical pair of transducers, ISIS retains one difference between right and left channels that is noteworthy.  Very low frequency bass coupling with the room is selectable in one of two orientations.  Even serial numbers should be placed as the left channel, while odd serial numbers are designated as the right.  This is the optimal set­up for most situations, producing the widest stage spread.  In certain extremely wide listening rooms, or rooms with many apertures to other spaces, there may be a diminishment of low frequency impact at the center of the soundstage in the above orientation.  In such cases, extra center­stage bass impact may be increased by reversing the speaker orientation so that the even serial number is right and the odd serial number left. This subtle increase in center impact will of course be at the expense of stage width.  In almost all set­ups there is an excess of low frequency energy at the center of the listening room that should be diffused with a high bandwidth pressure absorber such as the DAAD from Acustica Applicata. Therefore it is extremely unlikely that the left/right orientation of the Isis channels would be other than the first recommended scenario."

marzo 2008 

Daniele Bonaduce