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I diffusori professionali (ma non solo!) Avalon Mixing Monitor

I diffusori professionali (ma non solo!) Avalon Mixing Monitor

© Copyright 2004 Stefano Monteferri - www.tnt-audio.com


Terminata la lettura del libro pubblicato dalla Demidoff "Ambiente di ascolto - Teoria e pratica", ho ritenuto d'obbligo una telefonata ad Italo Adami per complimentarmi per la qualità del testo e comunicargli le mie impressioni. Quale migliore occasione per chiedere in prova per TNT una coppia dei diffusori Mixing Monitor, prodotti negli USA dalla Avalon Professional Systems, il settore della Avalon Acoustics che si occupa in particolare dei prodotti professionali, e distribuiti in Italia da Acustica Applicata? Una sorta di interscambio di know how, considerato che la Avalon Professional distribuisce nel mercato statunitense gli ormai celebri correttori di acustica ambientale Daad, prodotti appunto dalla italianissima Acustica Applicata. 

Dopo la piacevole chiacchierata con Italo, evidentemente interessato alla cosa, non nascondo di aver però provato una sensazione di dubbio, dovuta essenzialmente al fatto che gli Avalon Mixing Monitor sono diffusori realizzati per essere utilizzati quali monitor per gli studi di registrazione. Ma la storia insegna, ed il successo che oggetti quali gli LS 3/5A hanno conseguito presso gli audiofili sta li a dimostrare quanto sia sbagliato mostrarsi prevenuti nei confronti degli apparecchi definiti "professionali". 

Tecnica ed estetica

Gli Avalon Mixing Monitor sono diffusori bookshelf a due vie, e necessitano quindi di essere collocati su una coppia di supporti che, considerato il peso e le dimensioni, è preferibile siano di pianta piuttosto stabile e non eccessivamente sviluppati in altezza (direi circa 50cm al massimo). Il cabinet, oltre che pesante, si rivela rigidissimo e presenta il condotto di accordo reflex collocato alla base del diffusore. Il mantenimento di una corretta distanza tra il condotto ed il piano di appoggio, viene assicurato dalla presenza di quattro supporti in gomma avvitati sulla base che, per conseguire un migliore accoppiamento tra diffusore e piano stesso, possono all'occorrenza essere sostituiti con altrettante punte (fornite in dotazione). 

Una caratteristica particolarmente interessante dei Mixing Monitor, consiste nel fatto che i diffusori vengono consegnati in configurazione base con la frequenza di accordo impostata a 36Hz, che però può essere variata in funzione delle esigenze dell'utente finale. Tramite una semplice operazione effettuabile dall'esterno, è infatti possibile sostituire il condotto di accordo scegliendo tra gli ulteriori due (per ciascun diffusore) forniti in dotazione. Ciò consente di variare la frequenza di accordo a 42Hz ("l'accuratezza dei transienti si riduce e il bilanciamento tonale diviene più caldo a causa di un maggior "peso" delle frequenze appartenenti alla regione del calore (100-300 Hz)") piuttosto che a 32Hz ("i transienti divengono più precisi rispetto alla impostazione standard, la regione del calore decresce dando un'impressione di maggior chiarezza in gamma media"). 

A fronte di una realizzazione del mobile che, come consuetudine Avalon, risulta tutt'altro che scontata bensì funzionalmente ricercata, troviamo un livello di finitura alquanto spartano, con una semplice verniciatura in nero semilocido ed un telaietto che, realizzato in spesso feltro, segue il disegno del pannello frontale. Pannello che, ai fini delle migliori prestazioni musicali, deve essere mantenuto montato durante l'ascolto. 

Gli altoparlanti utilizzati, entrambi di produzione Eton, sono un tweeter concavo in ceramica da 1" (C 23) ed un woofer concavo in ceramica da 7" (7-375). Di seguito i dati dichiarati: 

    • Caratteristiche tecniche: due vie bass reflex 

    • Sensibilità: 87dB (2,83 V a 1mt.) 

    • Impedenza: 6 Ohms (5,5 Ohms minima) 

    • Risposta in frequenza: da 58Hz a 24KHz +/- 1,5dB (Anecoica).In ambiente, -3 dB a 46Hz 

    • Amplificazione raccomandata: da 75 a 200 Watts 

    • Dimensioni e peso: Altezza 46cm, Larghezza 22cm, Profondità 27cm, Peso 14Kg cadauna. 

Arte ceramica

I diffusori speditimi dal distributore italiano avevano già sostenuto un adeguato periodo di rodaggio, e grazie a ciò ho potuto dedicarmi immediatamente ad un loro ascolto critico. Collocati su una coppia di robusti supporti utilizzando i piedini in gomma in dotazione, la prima cosa che ho notato è stata una gamma bassa che, pur insospettabilmente profonda (i 35Hz si avvertono abbastanza agevolmente), risultava ben controllata e con caratteristiche tali da interagire davvero poco con l'ambiente di ascolto (perlomeno quello della prova). Il suono espresso risultava caldo ed accurato nel medesimo tempo, con una notevole omogeneità tonale ed una trasparenza ed attenzione per i microcontrasti dinamici che rifuggiva caratteristiche di spietatezza (caratteristiche che, in verità, in qualche modo mi attendevo). Riguardo alla macrodinamica, la sensazione era che si esprimesse con una certa pigrizia a volumi di ascolto moderati, per poi esprimersi in modo convincente e violento a livelli più sostenuti. 

Uno sguardo alle amplificazioni a mia disposizione, ed eccomi a sostituire il pur ottimo integrato Vincent SV-238 con l'impegnativo trittico AM Audio A1 + finali mono A-200 Reference. Gli Avalon Mixing Monitor non nascondono il loro apprezzamento per il salto di qualità (e di costo!), ed eccole esprimersi decisamente più veloci e dinamicamente ineccepibili anche a basso volume, con in più un significatico incremento di tutti gli aspetti riproduttivi, già qualitativamente rilevanti. Permaneva la sensazione di un suono forse lievemente scuro rispetto alle mie esigenze, anche se molto piacevole, ed un'immagine virtuale di livello molto buono, piuttosto ariosa e dimensionalmente sviluppata, cui mancava però un qualcosa per risultare ottimale. 

Decido a tal punto di intervenire sul materiale fornito dalla Avalon per l'ottimizzazione dei diffusori in ambiente. Corico di lato i diffusori e rimuovo velocemente il condotto di accordo reflex inferiore. Mi aspettavo di trovare quello di lunghezza intermedia (configurazione standard), ed invece trovo che quello utilizzato fino ad allora era il modello più corto (accordo a 42Hz). Decido di passare all'estremo opposto, ed installo quindi quelli più lunghi (accordo a 32Hz). Nel mio ambiente e con le elettroniche utilizzate, le differenze all'ascolto si rivelano sostanziali. I diffusori aumentano di parecchio la trasparenza un po' a tutte le frequenze, il suono perde qualcosina in calore ma divene decisamente più trasparente, accurato ed espressivo, rendendo finalmente giustizia alle inflessioni della voce di Fabrizio De Andrè in quella meravigliosa testimonianza che ci ha lasciato intitolata "Anime Salve". L'immagine si solleva ed acquista ulteriore respiro, raggiungendo finalmente i livelli di eccellenza di cui i Mixing Monitor sono evidentemente capaci. È un suono di estrema soddisfazione e di elevata qualità, cosa che fa perdonare una gamma bassissima inevitabilmente un po' latitante (pur sempre di diffusori bookshelf si tratta), ma che tutto sommato è patrimonio di pochissimi strumenti e presente in ben poche registrazioni, cosa che è poi l'unico limite ad un senso di realismo altrimenti ineccepibile in relazione alla tipologia di prodotto. Un'ulteriore prova effettuata con il condotto di accordo standard (36Hz), mi ha confermato come, nel contesto da me utilizzato e con i piedini in gomma alla base dei diffusori (l'utilizzo alternativo delle punte in dotazione potrebbe condurre a risultati anche notevolmente diversi), l'accordo a 32Hz fosse la soluzione ottimale. Insomma, questi Avalon fanno ciò che devono (e possono) in modo eccellente, e non ho motivo di dubitare che, oltre ad essere perfettamente in grado di soddisfare al meglio le esigenze degli audiofili, se ben utilizzati da un tecnico del suono in studio di registrazione (fatte salve le capacità del tecnico stesso), possano contribuire in maniera determinante alla buona riuscita di una registrazione. 

Lamentele

Credo che la sola cosa di cui ci si possa ragionevolmente lamentare è il livello di finitura del prodotto, inequivocabilmente "professionale", e quindi poco attento a soddisfare l'occhio dell'utilizzatore con esibizione di alta ebanisteria. Le recenti realizzazioni nel settore ci hanno infatti abituato piuttosto bene in tal senso (anche se, a volte, a fronte di un'elevata qualità "visiva" non corrisponde altrettanta qualità "uditiva" :-), ed è insolito trovare un prodotto di elevata qualità rifinito in modo spartano. Migliorabile il sistema di fissaggio del pannello frontale in feltro. 

Consigli d'uso

Come già detto, è bene che i supporti utilizzati siano stabili e pesanti. Per i cavi, da tenere presente che i Mixing Monitor non prevedono il biwiring/biamping. Anche nei modelli audiophile più prestigiosi, infatti, la Avalon non monta più la doppia morsettiera, in quanto i diffusori della casa dispongono di una soluzione tecnica interna che, a detta del costruttore, garantisce gli stessi risultati della configurazione che prevede due coppie di cavi esterni, facendo in tal modo risparmiare una coppia di cavi all'utente finale. Tuttavia la trasparenza è d'obbligo, e tra i vari cavi di cui disponevo, alla fine ho preferito utilizzare i White Gold Reference Sublimis (segnale e potenza). L'amplificazione DEVE essere energica e decisa, di quelle con ottime doti di "coppia in basso", tanto per intendersi. Queste Avalon, pur non costituendo un carico critico, di fatto digeriscono i watt come se nulla fosse (per essere dei bookshelf), ragion per cui è bene non essere avari in tal senso. Da NON rimuovere il pannello frontale in feltro durante l'ascolto. 

Conclusioni

Un prodotto proveniente dal settore professionale capace di dare notevoli soddisfazioni anche nell'utilizzo domestico, contraddistinto dall'interessantissima ed efficacissima possibilità di ottimizzarne la resa in funzione dei partner, dell'ambiente di ascolto e dei gusti personali. Attenti e analitici nel restituire il messaggio musicale, e tuttavia sapientemente musicali, gli Avalon Mixing Monitor sono prodotti esigenti che si rivelano particolarmente adatti per audiofili altrettanto esigenti, attenti più alla sostanza che all'apparenza. Si propongono quindi come una scelta azzeccatissima in tutti quei casi in cui le dimensioni dell'ambiente di ascolto non siano ampie a sufficienza per alloggiare diffusori importanti di grandi dimensioni, ma non si desideri comunque rinunciare ad ottenere dal proprio sistema audio un'elevata qualità di riproduzione.